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Gli album del record Store day del 22 aprile 2017

19 Apr 2017

IL 22 APRILE TORNA IL RECORD STORE DAY

Scopri alcuni degli album Sony Music che usciranno per l’occasione e che potrai trovare nei negozi di dischi!

 

  

RENATO zero 45 giri
Mi vendo/Morire qui
Madame/Un uomo da bruciare

In occasione del decimo anniversario del Record Store day è bello ritrovare anche l’edizione in vinile colorato  di un Renato Zero d’annata, quando conquistò il pubblico grazie a canzoni bellissime e ad una personalità trascinante e fascinosa che mescolava elementi trasgressivi allo stile  clownesco, la sensualità ad un atteggiamento  affettuoso e rassicurante,creando l’artista che per primo in Italia osò giocare con parole, lustrini, balletti ed invocazioni al cielo.

“Mi vendo”, oramai un Classico tratto dall’album di gran successo “Zerofobia”, pubblicato nel 1977, è  scandito dalle chitarre pop funky e dalle tastiere gioiose e geniali di Sandro Centofanti, e Renato si mette in vendita , per il bene di noi tutti, regala  ali per insegnarci a volare, ed essere felici, scoprire zone di luce insospettabili . Inneggia alla follia come felice rimedio al grigiore della normalità . Sorprendente lato B è  “Morire qui”, dalle ritmiche convulse e dalle belle armonie, in bilico tra il melodramma e il divertimento più spensierato, un brano che non necessita presentazioni.

“Madame” è tratta dall’album “Trapezio “ del 1976: cassa in quattro, il basso di Mario Scotti in primo piano, tastiere che ricordano lo stile dei Supertramp per un ritratto sghimbescio, affascinate e grottesco di una donna indimenticabile. “ Un uomo da bruciare”, ennesimo evergreen , racconta i sogni di un uomo che lotta per non diventare volto anonimo dalla vita già scritta da altri.

Questi vinili sono l’occasione   per collezionare e riassaporare indimenticabili   canzoni drammatiche o introspettive ad altre  più ironiche, romantiche, divertenti interpretate con quel misto di brio glam, sensibile delicatezza e sfacciata teatralità  che  solo Renato sa portare con equilibrio credibile.

 

 VASCO ROSSI 45 giri , vinile colorato

Albachiara/Fegato fegato spappolato
Non l’hai mica capito /Asilo Republic

Album in  vinile colorato

Colpa d’Alfredo
Ma cosa vuoi che sia una canzone

Sony pubblica i 45 giri “Albachiara”/”Fegato Fegato spappolato”

“Non l’hai mica capito”/”Asilo Republic”, e gli album in vinile “Ma cosa vuoi che sia una canzone”suo primo album  e “Colpa d’Alfredo”,  terza pubblicazione di Vasco .  In piena regola con il suo mood “spericolato”  il cantautore di Zocca  scrive la canzone che dà il titolo all’album senza censure e senza regole. I versi “ … È andata a casa con il negro, la troia!..” gli causarono non pochi problemi, fu infatti accusato di razzismo e sessismo, ma nel frattempo il pubblico riconobbe in lui la capacità di narrare piccole storie poi macrocosmo di certe realtà ancora contemporanee.

Pubblicato nel 1980 , prodotto da Gaetano Curreri(Stadio),  contiene capisaldi come “Non l’hai mica capito “ singolo di lancio, che sotto sonorità ridenti e  pop  nascondeva inquietudini e ansie, seppur mascherate da un testo morbido e dal reiterare della frase “ti voglio bene”,  e  il serrato  metal punk dell’ironico  “Asilo Republic”

Il 45 giri Albachiara/Fegato Fegato contiene due capolavori assoluti, Albachiara è una canzone manifesto che continua a stregare intere generazioni. Scritta da Alan Taylor e lo stesso Vasco, è una composizione che inizia in punta di piedi, con un delicato arpeggio al pianoforte e si trasforma ben presto in rock duro, come a voler dipingere colori e contraddizioni che convivono nell’anima delle giovani donne che si affacciano alla vita. In  Fegato, fegato spappolato  lo smarrimento è più sotterraneo, nascosto da toni sarcastici, dal ritmo serrato .L’unica via di fuga è l’alcol, che spappola il fegato e lascia uno schifoso amaro in bocca il giorno dopo, ma che fa stare bene. Il rock/funk della canzone è caratterizzato dalla bella bass line di Gian Emilio Tassoni, e dai fraseggi al sax di Rudy Trevisi. La canzone si chiude con una citazione di “God save the queen” dei Sex Pistol, un gustoso omaggio a chi, come lui, andava in controtendenza, senza paura.

 

Singolo in vinile

ANDRE 3000 All togheter now

Apparso per  la prima volta come colonna sonora di uno spot della Nike in onda durante la finale del campionato NBA del 2010 “All togheter now” di Andre3000 è una rilettura del classico dei Beatles  apparso nel fim “Yellow submarine” del 1968 .  Per festeggiare il Record store day  il disco a 45 giri è  arricchito da un lato B in versione strumentale.

Produttore, musicista, rapper e cantante , Andre 3000 insieme a Big Boi è noto al grande pubblico sotto il nome di OutKast , duo hip hop che ha scalato le classifiche mondiali con l’album Speakerboxx ed il singolo Hey Ya.

Andre 3000 è anche attore , ed è padre di Seven Sirius avuto dalla leggendaria cantante Erykah Badu.

 

LP 45 giri in vinile colorato Lost on you/ Other people

Il nuovo millennio ci ha regalato un’artista talentuosa, intelligente, dotata sia di corde vocali in stato di grazia, sia   del genio della composizione.

Aspetto bizzarro e iconico,Laura Pergolizzi, alias LP, figlia e nipote di italiani arriva dallo stato di New York , e stupisce e conquista il pubblico di tutto il mondo grazie alle sue doti interpretative e alla sua grande e poliedrica personalità creativa.

Ha scritto successi per Rihanna, Aguilera e Cher ed è ora nota a tutti in prima persona  grazie ai singoli “Other People” e la hit “Lost on you” tratti dall’album omonimo, che ha scalato le classifiche del pianeta. I brani sono stati scritti in collaborazione con il produttore e musicista newyorkese Mike del Rio, altro artista multiforme, che collabora con Eminem, Selena Gomez, Kylie Minogue.

All’ascolto non sfuggono le radici indiefolk, soul e blues della cantautrice (non a caso la traccia d’apertura dell’album si intitola “Muddy Waters”), ma anche la formazione a forza di i Beatles, Nirvana, Led Zeppelin.

 

DJ MUGGS LP in vinile : The soul assassins chapter I

In occasione del ventesimo anniversario della prima pubblicazione , Sony festeggia il Record day store con l’uscita in vinile dell’album “The soul assassins  Chapter I”

Soul Assassins  è un collettivo formato da artisti di discipline diverse, da graphic designer a musicisti , tutti legati al gruppo Cypress Hill di cui fa parte anche Dj Muggs , hip hopper, produttore anche di tracce per Depeche Mode, House of Pain, e leader fondatore  del movimento Soul Assassins.

Questo primo capitolo  è quindi ricco di collaborazioni prestigiose come  rappers e producers dai The Alchemist , House of Pain, IM3, insieme a  leggende viventi come Dr Dree,  RZA e GZA (Wu tang clan)Wyclef Jean (The Fugees). Nonostante gli stili diversi dei vari hip hopper e delle produzioni, il disco scorre liscio come l’olio , perfettamente amalgamato tra trip hop dai colori melodrammatici ed oscuri,  soul battente e sensuale  e Street beat, il tutto sotto l’esperta ed illuminata egida di Dj Muggs.

 

BRUCE SPRINGSTEEN HAMMERSMITH ODEON LONDON ’75  (4LP)

Affermare oggi che la dimensione live è quella più consona al manifestarsi della musica e dell’incontenibile energia di Springsteen potrà anche essere considerata una ovvietà, ma in Europa, nel 1975 il ‘Boss’ non era ancora considerato tale. Era apprezzato e celebrato da una nicchia di estimatori che ne decantavano la levatura dei lavori e la competenza autoriale. Aveva all’attivo tre album di cui l’ultimo, “Born to Run”, lo aveva definitivamente imposto all’attenzione del pubblico statunitense, mancava ancora quella glorificazione che sarebbe iniziata grazie proprio al breve tour europeo e ai concerti londinesi. Mentre l’Europa iniziava ad apprezzare la sua martellante proposta rock,  i dischi di Springsteen, e soprattutto l’ultimo, si imponevano sul mercato. Questo concerto del 1975 fu pubblicato in CD solo nel 2006 ed è finalmente disponibile in vinile a testimoniare ancora l’impetuosa determinazione del giovane musicista del New Jersey e della strepitosa E Street Band, che lo accompagnava.

 

JOHNNY CASH – THE JOHNNY CASH CHILDREN’S ALBUM (LP)

Che Johnny Cash, L’Uomo in Nero, potesse incidere nel 1975 un album intenzionalmente rivolto ai bambini poteva sembrare inverosimile anche perché la sua immagine di country man dannato e insidioso poco si correlava ad un prodotto per bambini e poi, in quel periodo, la sua carriera stava vivendo un periodo di stagnazione per uscire dal quale sarebbe stato utile riconquistare il suo abituale target e non gettarsi in un progetto perlomeno eccentrico. L’album fu invece inciso e Cash si relazionò a questo delicato lavoro con il solito approccio severo, austero, ma non accigliato e sebbene il tono dei brani, scritti per la maggior parte dallo stesso cantante,  avessero un destinatario particolare e delicato, questo “The Johnny Cash Chidren’s Album”, si integra perfettamente al resto della sua discografia, allineandosi magari accanto alle incisioni più ‘leggere’ databili tra gli anni ’50 e ’60. Un disco perfetto che non alterava l’immagine del cantante, pur mitigandone necessariamente le tipiche spigolosità.

 

ALICE IN CHAINS – WHAT THE HELL HAVE I / A LITTLE BITTER & GET BORN AGAIN / DIED  (doppio 45 giri)

Accanto a personaggi decisamente noti come Kurt Cobain, Chris Cornell o Eddie Vedder, il movimento grunge si è espresso anche tramite figure forse minori per notorietà, ma non certo per attitudine e competenza. Il cantante degli Alice in Chains, Layne Staley, è da molti critici considerato una delle voci più significative e rappresentative del grunge. Queste quattro canzoni lo testimoniano e comprovano: ‘What the Hell Have I’ e ‘A Little Bitter’ apparvero originariamente nella colonna sonora del film “Last Action Hero”, il primo era stato composto nel periodo in cui gli Alice in Chains si preparavano ad incidere l’album capolavoro “Dirt”: il valore del brano lo certifica. Due gioielli come ‘Get Born Again’ e la tormentata ‘Died’, incisi nel 1998, sono invece considerati come il suo apporto finale alla band che avrebbe abbandonato anche a seguito della scomparsa della sua adorata compagna Demri Lara Parrott dalla cui morte non si sarebbe mai ripreso. Dopo questo lutto, Staley inizialmente si auto-emarginò per poi soccombere all’eroina nel 2002.

 

CURTIS KNIGHT feat. JIMI HENDRIX: LIVE AT GEORGE’S 20 (2LP)

Nel dicembre del 1965 e nel gennaio del 1966, Curtis Knight si esibì a Hackensack in New Jersey, accompagnato dai Lovelight, band nella quale suonava la chitarra Jimmy James, che l’anno successivo si imporrà fulmineamente all’attenzione internazionale come Jimmy Hendrix. In una foto di quel periodo lo troviamo già con la chitarra rivolta verso la bocca e suonata probabilmente con i denti. Anche se non era ancora l’Hendrix che si manifesterà in tutta la sua dirompente potenza innovativa nel 1967, i prodomi della imminente rivoluzione musicale e chitarristica che provocherà, si possono già individuare in alcune tracce di questo disco,  in un repertorio che prevedeva brani famosi divenuti poi classici, come ‘What I say’ di Ray Charles, ‘Mercy Mercy’ di Don Covay e brani che il chitarrista riprenderà spesso con gli Experience: ‘Driving South’ di Albert Collins e ‘Killing Floor’ di Howlin’ Wolf.

 

ROBERT JOHNSON – THE CENTENNIAL COLLECTION (3LP)

La leggenda vuole che alla mezzanotte di un imprecisato giorno, di un imprecisato anno, Robert Johnson, seduto all’incrocio tra la Highway 61 e la Highway 49, stilò un patto con il diavolo: l’accordo prevedeva la futura cessione della propria anima in cambio di una maestria nel suonare la chitarra che lo avrebbe distinto dagli altri bluesman. Se sia stato un intervento del Maligno oppure un semplice tirocinio e un lungo addestramento, a trasformare Johnson in un chitarrista innovativo e straordinario non ci è dato sapere. Di lui rimane soltanto del materiale inciso in cinque session tra il 1936 ed il 1937:  la maggior parte dei suoi brani sono oggi famosi perché registrati dai Rolling Stones, Eric Clapton, Allman Brothers, Jimi Hendrix ed una altra infinita quantità di musicisti. Nel 1986 nella sezione Early Influence della Rock and Roll Hall Fame, è stato inserito il suo nome perché riconosciuto come il musicista più influente nello sviluppo che ha trasformato il blues rurale nel blues elettrico; condizione questa essenziale per il definirsi della musica rock.

 

HARRY NILSSON  –  NILSSON SCHMILSSON  (1971) (LP)

Probabilmente Harry Nilsson è stato per un lungo periodo musicista sottovalutato e autore trascurato, eppure questo suo lavoro pubblicato nel 1971, oltre ad essere uno dei suoi migliori, ne attesta in modo incontrovertibile le capacità compositive e la sensibilità realizzativa. Il capolavoro di questo “Nilsson Schmilsson” è indubbiamente ‘Without you’ una ballata dei Badfinger passata inosservata e decisamente rinvigorita e come rifiorita in questa versione che trasformerà il brano, meritatamente quanto sorprendentemente, in un evergreeen. Sono invece scritti da Nilsson il pezzo decisamente rock ‘Jump into the Fire’, secondo singolo tratto dall’album divenuto grande hit radiofonica e, naturalmente, ‘Coconut’ una sorta di gioco musicale molto essenziale quanto affascinante. In “Harry Nilsson” si segnala anche la cover di uno standard di Louis Jordan, quel ‘Early in he Morning’ dove in maniera pressoché inedita, Nilsson fondeva una intenzione e un andamento sinuoso, riconducibili a ritmiche centroamericane, ad una composizione dalle solide caratteristiche blues.

 

PEARL JAM – STATE OF LOVE AND TRUST / BREATH (45 giri)

Il movimento grunge deve parte della sua capillare quanto internazionale diffusione, anche ad un film di Cameron Crowe del 1992, interpretato tra gli altri da Bridget Fonda e Matt Dillon, titolato “Singles” (‘Singles-L’amore è un gioco’, nelle sale italiane). Ambientato in un contesto ai margini del movimento nella città simbolo del grunge, Seattle, il film era arricchito di una colonna sonora che ospitava gli interpreti più significativi di questo genere. I Pearl Jam parteciparono con due brani: ‘State of Love and Trust’ e l’intensa ‘Breath’. Al di fuori della sountrack, questi due pezzi sono apparsi su CD soltanto nel 2004 in una antologia della band, ora vengono pubblicati in un 45 giri. Sono trascorsi venticinque anni eppure la potenza di ‘Breath’ non si è per nulla affievolita e anzi, continua a raccontare perfettamente quegli anni e una intenzione innovativa di fare musica. ‘State of Love and Trust’ rappresenta una vivace e coerente introduzione al sound Pearl Jam dei primi anni ’90.

 

SANTANA – WOODSTOCK SATURDAY 16 AUGUST 1969  (LP)

Probabilmente i tre giorni del Festival di Woodstock rappresenteranno per sempre l’emblema della performance, dei raduni o happening rock. Dietro a quest’immagine ormai delineata e che sembra non voler mai sbiadire, c’è naturalmente il discorso musicale, ci sono prestazioni di ottimo livello ed altre da dimenticare e poi c’è Carlos Santana che deve probabilmente, alla splendida cornice di Woodstock, la sua rapida affermazione e l’altrettanto rapida consacrazione. La proposta del chitarrista era innovativa e inedita, si trattava di unire ritmiche latine al rock e per diretta derivazione, al blues e al rhythm&blues. Questo album documenta l’esibizione di Santana, o meglio, l’esposizione della sua idea musicale attraverso brani che troveremo poi nel suo omonimo album d’esordio pubblicato nell’ottobre delle stesso anno.  ‘Waiting’, ‘Jingo’, la straordinaria ‘Soul Sacrifice’, ‘Savor’ sono solo alcune delle esecuzioni divenute parti costitutive della storia della musica rock.

 

Manic Street Preachers – Your Love Alone Is Not Enough  (LP)

I Manic Street Preachers festeggiano il Record Store Day del 2017 permettendoci di riscoprire una perla di dieci anni fa, il singolo “Your Love Alone Is Not Enough”. Nel lato A  la versione originale del brano e la sua demo,  nel lato B la band gallese ce ne propone due affascinanti letture acustiche. Pubblicata nell’aprile del 2007, la canzone fa da singolo di lancio per l’ottavo album del gruppo, “Send Away the Tigers”. Firmato dal bassista Nicky Wire, il testo del brano lascia trasparire l’inestinguibile presenza “spirituale” dell’ex membro Richey Edwards, allora scomparso da ormai dodici anni. Ma si dice anche che il titolo faccia riferimento alle ultime parole lasciate scritte dall’ amico di un comune conoscente della band prima del suicidio. Immaginando le strofe del testo come un energico botta e risposta, i Manic Street Preachers vogliono fare fin da subito della canzone un duetto: un desiderio superbamente realizzato grazie alla presenza della voce dei Cardigans Nina Persson. I versi del brano non si fanno poi  mancare citazioni dalla migliore tradizione rock britannica: dai Rolling Stones agli Who, dai Pink Floyd fino agli stessi Manic Street Preachers di qualche tempo prima.  Ai Q Awards del 2007  “Your Love Alone Is Not Enough” si è conquistata il premio come “Best Track” dell’anno davanti a Muse e Kaiser Chiefs.

 

Coheed and Cambria – Good Apollo I’m Burning Star IV, Volume One: From Fear Through the Eyes of Madness (2 LP)

Anche per il neo-prog il Record Store Day  quest’anno ha in serbo sorprese imperdibili.
Su tutte si segnala la pubblicazione del doppio vinile di “Good Apollo I’m Burning Star IV, Volume One: From Fear Through the Eyes of Madness”, l’acclamato terzo album dei Coheed and Cambria originariamente uscito nel 2005.
Stuzzicante tanto all’udito quanto alla vista, questa edizione speciale si presenta sotto forma di magnifico splatter vinyl. Le tracce originali di questo ulteriore capitolo della saga sci-fi  dei due protagonisti ideati dalla band statunitense (e chiamati appunto Coheed e Cambria) sono state qui rimasterizzate, pronte a svelare un volto nuovo: quello di una prog opera che non sente mai il peso dei propri dodici anni. Rispetto al precedente “In Keeping Secrets of Silent Earth”, pubblicato due anni prima, questo album segnala un’ispirata maturazione nel sound del gruppo guidato da Claudio Sanchez; ci sono ora le migliori esplorazioni progressive di un decennio ricco come gli anni Ottanta ad indicare la strada dell’inventivo quartetto, che guarda sempre con maggiore attenzione all’heavy metal. Opulenza e talento drammatico non tolgono però al primo volume di “Good Apollo I’m Burning Star IV” una capacità di presa graffiante ed irresistibile. Lo dimostra la fortuna di singoli come “Welcome Home”, la traccia d’apertura dell’album, e “The Suffering”, che contribuiscono a farne il disco di maggior successo mai pubblicato dai Coheed and Cambria.

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