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Luigi  Tenco appartiene alla scuola   genovese che si sviluppa nei primi anni ’60.

Endrigo, Lauzi, De André e Conte gettano semi preziosi in un humus musicale piuttosto stagnante e accademico, ripetitivo.

Tenco fa parte di questa squadra di eroi, ma fatica a farsi strada, “Lontano lontano”,  viene esclusa dal Disco per l’Estate, a Sanremo  “Ciao amore ciao” viene immediatamente eliminata.

Tenco ha un suo colore, un sapore amaro , introspettivo, malinconico, una classe ed una espressività ancora  insuperata.A lui si devono “Vedrai, vedrai”,“Mi sono innamorato di te” Ho capito che ti amo”,  e altri brani imprescindibili, scritti e cantati con quel suo stile scarno, crudo, asciutto, ammorbidito da una sofferenza e da una rabbia sotterranee e da una tenerezza indifesa che lo rendono eterno.


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